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Abbiamo parlato di queste ed altre questioni con Simone Gorlero, studente in “Management of Human Resources and Labour Studies” presso l’Università degli Studi di Milano. Simone ci ha raccontato le sue esperienze con le lingue straniere, i suoi studi e la sua visione del futuro nel mondo lavorativo.
Avevo valutato se fare la magistrale all’estero, però ho deciso di restare in Italia per seguire il programma di laurea magistrale in inglese, poi avendo anche la promessa di fare un’esperienza internazionale con il programma Erasmus.
L’inglese è una lingua molto importante nel settore delle Risorse Umane in quanto la maggior parte dei termini utilizzati in questo ambito non trovano una traduzione corrispondente e completamente corretta nella lingua italiana.
Inoltre, continuando ad essere l’inglese la lingua globale del business, anche la figura HR Manager, che opera nelle grandi aziende multinazionali, ha la necessità di avere un livello linguistico alto al fine di comprendere e comunicare in modo efficace.
Nel mio percorso di studi non mi sono limitato solo all’inglese ma ho scelto di approcciare anche una nuova lingua, lo spagnolo, durante il programma Erasmus. L’internalizzazione delle aziende infatti richiede a volte di conoscere anche più lingue.
La scelta della meta è ricaduta su Barcellona e la motivazione è stata che il modo migliore per imparare e approfondire in maniera proficua lo spagnolo sarebbe stato sicuramente immergermi nella realtà sul posto. Tuttavia, prima di partire ho iniziato con un corso base per non arrivare in Spagna completamente impreparato.
La durata del programma era da febbraio a luglio 2020, ma purtroppo, a causa dell’attuale situazione di pandemia da Covid-19, ad inizio marzo sono rientrato in Italia e sto proseguendo gli studi in modalità a distanza.
Innanzitutto diciamo che iniziando a studiare una seconda lingua straniera ho scoperto che imparare le lingue mi piace molto. Lo spagnolo è stata una scelta tattica e per una questione di diffusione, infatti lo spagnolo è la terza lingua più parlata nel mondo dopo inglese e cinese. Inoltre, la somiglianza con la mia lingua madre mi ha fatto pensare che l’apprendimento sarebbe stato abbastanza facile. Scoperta questa passione, non escludo nel futuro una sfida con lingue asiatiche come il giapponese.
Penso che il mio più grande take-away è di aver vissuto in un contesto, sì spagnolo, ma anche altamente multiculturale: dal coinquilino cinese, ai compagni di classe catalani e sudamericani, vicini di casa canadesi, giapponesi e messicani. Insomma, un vero bagno di culture, spesso molto lontane fra loro, ma interessatissime e preziose per crescere personalmente.
Il primo giorno di Erasmus, durante l’“International Welcome” a Barcellona, è stata condivisa una frase molto significativa:
Se parli in inglese a una persona, parli al suo cervello, se parli la sua lingua madre, anche solo per un saluto, arrivi al suo cuore.
Penso che questo sia il ruolo delle lingue. Con una lingua accedi ad una cultura completamente diversa e questo l’ho sperimentato con lo spagnolo. Immagino quanto questo sia ancora più evidente con l’apprendimento di lingue orientali come il giapponese! Personalmente penso che ogni lingua che imparerò sarà una scoperta incredibile.
Per quanto riguarda il mondo lavorativo, come già detto, l’inglese è la lingua veicolare e penso che le altre lingue potrebbero aiutarmi soprattutto a livello personale più che nella carriera professionale ma risulteranno essere sempre un valore aggiunto!
Devo dire che è ottima. Secondo me il punto forte è mettere assieme interessi con la lingua. Uno dei segreti per imparare una lingua è la costanza. Quando ho iniziato a studiare mi sono imposto di esercitarmi tutti giorni anche se solo per 15 minuti, ero certo che con la continuità, anche pochi minuti al giorno avrebbero fatto la differenza nell’ottenimento di ottimi risultati.
L’altro segreto è di avere un obiettivo, il mio era di arrivare a Barcellona ed avere le basi per poter girare. Se non hai un obiettivo difficilmente arrivi ad imparare una lingua.
Un altro punto forte di Voxy, oltre all’aspetto “gamification”, è di imparare attraverso dei testi, che sono anche interessanti. Imparare una lingua deve essere una cosa divertente ed interessante.