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Se stai considerando di imparare il giapponese o sei già alle prime armi, sicuramente ti sarai imbattuto nell’affascinante mondo della scrittura giapponese. Questo articolo è proprio ciò che fa al caso tuo, perché oggi esploreremo insieme le differenze tra i tre alfabeti giapponesi: hiragana, katakana e kanji.
Quasi sicuramente starai pensando: “Ma perché ci sono tre alfabeti? Non ne basterebbe uno?”
Ebbene, il giapponese è una lingua ricca di sfumature e complessità e i diversi sistemi di scrittura svolgono ruoli distinti nel contesto linguistico nipponico. Prima di addentrarci nelle differenze tra hiragana, katakana e kanji, è bene spiegare brevemente cosa sono.
Hiragana e katakana sono due alfabeti sillabici, mentre il kanji è un sistema di scrittura basato su ideogrammi presi in prestito dalla lingua cinese. Ogni alfabeto ha le sue caratteristiche uniche e il suo utilizzo specifico.
Sei pronto a scoprire le differenze tra hiragana, katakana e kanji? Partiamo!
L’hiragana è uno dei tre alfabeti giapponesi ed è considerato il fondamento della scrittura nipponica. Questo sistema di scrittura ha una sua definizione e origine affascinanti. Nell’VIII secolo, i monaci buddisti iniziarono ad adattare i caratteri cinesi semplificandoli e creando così l’hiragana.
Originariamente, l’hiragana veniva utilizzato principalmente dalle donne e nelle forme di scrittura più informali, mentre il kanji era riservato agli uomini e alle forme di scrittura più formali.
L’hiragana è composto da 46 caratteri, ciascuno rappresentante una sillaba. La sua struttura è molto più morbida e arrotondata rispetto al kanji e al katakana, il che lo rende molto piacevole alla vista. È spesso descritto come l’alfabeto “femminile” della lingua giapponese.
Al giorno d’oggi l’hiragana è ampiamente utilizzato nella scrittura giapponese. È usato per scrivere parole native giapponesi, affissi grammaticali e per la rappresentazione delle forme verbali. È anche utilizzato per fornire furigana, ovvero la lettura fonetica dei caratteri kanji che possono essere difficili da leggere o comprendere.
Di seguito una tabella con alcuni dei caratteri dell’alfabeto Hiragana:
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CARATTERE HIRAGANA |
SIGNIFICATO |
|
あ |
A |
|
い |
I |
| う |
U |
|
え |
E |
| お |
O |
|
か |
KA |
| き |
KI |
|
く |
KU |
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け |
KE |
| こ |
KO |
Il katakana è il secondo degli alfabeti giapponesi e ha una sua definizione e origine interessanti. Come l’hiragana, il katakana è stato adattato dai caratteri cinesi, ma in modo diverso. È emerso durante il IX secolo, quando i monaci buddisti iniziarono a utilizzare i caratteri cinesi per traslitterare i testi buddisti in giapponese. Nel corso del tempo, il katakana si è evoluto fino a diventare un alfabeto autonomo con le sue regole e caratteristiche.
A differenza dell’hiragana, il katakana ha una struttura più angolare e retta, con linee più nette. Questo gli conferisce un aspetto più dinamico e moderno rispetto all’hiragana. Il katakana è spesso associato alla scrittura di parole straniere o di origine straniera, comprese parole inglesi, nomi stranieri e termini tecnici. È comunemente utilizzato per rendere i suoni di parole non native al giapponese.
Il katakana svolge una funzione importante nella scrittura giapponese. Oltre a indicare parole straniere, viene utilizzato per enfatizzare o evidenziare determinate parole o espressioni. Inoltre, come l’hiragana, il katakana viene utilizzato per fornire furigana sopra i caratteri kanji per facilitarne la lettura.
Di seguito una tabella con alcuni dei caratteri dell’alfabeto Katakana:
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CARATTERE KATAKANA |
SIGNIFICATO |
|
ア |
A |
| イ |
I |
|
ウ |
U |
|
エ |
E |
| オ |
O |
|
カ |
KA |
|
キ |
KI |
| ク |
KU |
| ケ |
KE |
| コ |
KO |
Passiamo ora al kanji, il terzo e ultimo degli alfabeti giapponesi. Il kanji si distingue dagli altri due alfabeti perché non è basato su sillabe, bensì su ideogrammi presi in prestito dalla lingua cinese. Questo rende il kanji il sistema di scrittura più complesso e ricco di significato nella lingua giapponese.
Anche il kanji ha una storia lunga e affascinante: durante il V secolo d.C., i caratteri cinesi furono introdotti in Giappone, e nel corso dei secoli successivi, si sviluppò un sistema unico per adattarli alla lingua giapponese. Attualmente, ci sono migliaia di caratteri kanji, anche se si utilizzano prevalentemente circa 2.000-3.000 nella vita quotidiana.
I caratteri kanji sono costituiti da tratti che si combinano per creare una varietà di significati e pronunce. Ogni kanji può avere più letture a seconda del contesto e delle frasi in cui viene utilizzato. Questa caratteristica può renderne lo studio e l’apprendimento un compito impegnativo ma estremamente gratificante.
Ecco alcuni esempi di caratteri kanji e il loro uso comune:
|
CARATTERE KANJI |
SIGNIFICATO |
LETTURA |
|
人 |
Persona | Hito |
|
日 |
Giorno | Hi |
|
山 |
Montagna |
Yama |
| 水 | Acqua |
Mizu |
| 食 | Mangiare |
Taberu |
Il kanji ha una vasta gamma di funzioni nella scrittura giapponese. Viene utilizzato per scrivere nomi, sostantivi, aggettivi, verbi e molto altro. Spesso, un solo kanji può esprimere concetti complessi o intere parole. È anche utilizzato per creare i kanji complessi che formano i nomi propri, i termini tecnici e i vocaboli più avanzati.
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